Asta di Arte Moderna e Contemporanea del 14 dicembre
 

Il catalogo di Day Sale si apre con una preziosa quanto rara raccolta di litografie di Guillaume Corneille edita da Arturo Schwarz nel 1963, in cui l’immaginario caratteristico del Gruppo CO.BR.A ben dialoga con il testo poetico.
La pittura del dopoguerra si declina in senso esistenzialista nelle opere di Remo Brindisi, con un dipinto facente parte del famoso “Ciclo degli Oppositori”, e nel capolavoro di Bepi Romagnoni, perfetta sintesi tra un linguaggio che supera la figurazione attraverso la volontà di dare voce al travaglio emotivo ed esistenziale dell’individuo.


Seguono due dipinti di un primo Valerio Adami, ancora memore della lezione parigina di matrice surrealista di Roberto Matta Echaurren e Wifredo Lam, e due lavori informali di Piero Ruggeri, caratterizzati da una pittura densa e vigorosa.
Una rara tempera su carta di Bice Lazzari mostra uno degli esempi di maggiori dimensioni di tramature pittoriche utilizzate come pattern per la produzione di tessuti, testimonianza della pratica a cui l’artista si dedicava nel dopoguerra.


Un’iconica tela di Hsiao Chin e un collage di buste bruciate di Turi Simeti, entrambi dei primi anni Sessanta, introducono un inconsueto lavoro di Davide Boriani, esposto nel settembre del 1959 presso la Galleria Pater, nella cruciale mostra che portò alla Dichiarazione Miriorama 1, atto di fondazione del Gruppo T.


L’astrazione geometrica è ben rappresentata da una tempera di Mario Ballocco, felice esito della sua ricerca cromatologica legata al colore, alla forma e alla loro percezione, a cui fanno da contraltare “JHM-I”, celebre serigrafia di Joseph Albers, e “7 Scarious Portfolio”, cartella di Max Bill edita dal Deposito di Genova, tra i primi a promuovere l’idea dell’arte moltiplicata.
L’evoluzione verso la semplificazione analitica delle geometrie è introdotta dal dipinto "Linea blu” di Mario Nigro e trova nel rigore dalla pittura di Claudio Verna una delle interpretazioni meglio riuscite.


Bruno Munari è tra i protagonisti del catalogo con quattro lavori che testimoniano la creatività poliedrica dell’artista milanese: tre collage, appartenenti rispettivamente alla serie dei “Negativo - Positivo”, alle “Scritture illeggibili” e, infine, alla “Ricostruzione teorica di un oggetto immaginario”, sono esiti diversi di una ricerca estremamente coerente, che si conclude con un multiplo della “Macchina inutile” in alluminio serigrafato, splendido esempio di scultura cinetica.


La sessione scultorea, con opere di Umberto Mastroianni, Piero Consagra, Giuseppe Marotta e Mirella Bentivoglio fa da preludio a una serie di opere Pop dove spiccano un acrilico di Tano Festa del 1970 e due décollage di Mimmo Rotella degli anni Cinquanta.


Concludono la Day Sale due Aeropitture di Gerardo Dottori, di cui una risalente al 1930, durante la stagione più intensa del Secondo Futurismo, e una Periferia urbana di Mario Sironi dei primi anni Quaranta, che merita l'attenzione per la propria qualità pittorica.


Tra i primi lotti dell’Evening Sale, spicca una geometria di Achille Perilli, la cui struttura, caratterizzata da un cromatismo brillante, sembra assumere un aspetto tridimensionale, favorito dalle grandi dimensioni della tela. Fanno seguito un’ iconica figura scomposta di Valerio Adami e un retro d’affiche di Mimmo Rotella, la cui superficie mostra una fitta stratificazione di manifesti strappati, applicati al verso, che mettono in rilievo le tracce d’intonaco e di sedimenti.


“Cross" di Gerhard Richter rappresenta uno degli highlights del catalogo, dialogando alla perfezione con una struttura in ferro e cemento del 1996 di Giuseppe Uncini e a una monumentale tela di Giuseppe Gallo, ricca di suggestioni simboliche e concettuali. Un raro collage di Vedova del 1969, con interessanti riferimenti storico - politici, precede uno dei primi landscape di Roberto Crippa, costituito da rilievi in sughero e carta di giornali, e un dissemblage di Arman, frutto del gesto distruttivo dell’artista finalizzato ad annientare la funzione melodica dell’oggetto per rivestirlo di nuovi significati.


Al lotto 65 troviamo “Con motivo della tradizione”, capolavoro di Achille Perilli del 1958 dalla superficie pittorica molto densa, solcata da segni grafici, chiaro preludio dei celebri Fumetti, che scaturiranno solo nella produzione del decennio successivo.
La sezione finale del catalogo è impreziosita da una tela informale di Toti Scialoja dalla forte carica gestuale e da uno dei più importanti assemblage mai realizzati da Ben Vautier, che vanta una storia espositiva di grande prestigio, tra cui l’esposizione alla Galleria di Bischofberger di Zurigo nel 1971.